È iniziato da poco il nuovo anno e subito ha portato con sé numerose novità!
Tra tutte, quella che ha causato maggiore eco è il divieto dei sacchetti ultraleggeri.

Avete presente i sacchetti trasparenti nei quali, al supermercato, mettiamo determinati prodotti per poi pesarli? Ecco, questi da gennaio 2018 sono diventati a pagamento!

La notizia sicuramente è grandiosa per l’ambiente. Ma la formula con cui è stata presentata – purtroppo – ha lasciato un po’ a desiderare.

Qualche anno fa fu resa nota la legge sui sacchetti di plastica: non si potevano distribuire. Così ognuno di noi si è dovuto attrezzare con buste in tessuto o scatoloni per portarsi a casa la spesa.
La notizia creò scalpore.

All’epoca era ingente la necessità di fermare il cattivo utilizzo di plastica, veramente nociva all’ambiente. Ci abbiamo messo qualche mese, forse, ma ormai andare a fare la spesa con le nostre sporte di tessuto è diventata una gran buona abitudine.

L’emergenza ambientale però non si è placata, anzi!
È necessario un intervento ancora più profondo…
E a dare una mano ci sono le nuove tecnologie!

La produzione di sacchetti biodegradabili e compostabili in Italia è all’altezza della situazione. Ma lo Stato chiama a raccolta i consumatori e mette in vendita queste potentissime buste ultraleggere amiche dell’ambiente.

Da ora in poi, pesando il nostro chilo di mele nel sacchetto, troveremo oltre al costo della frutta anche qualche centesimo per il sacchetto bio…
Che, una volta a casa con noi, potrà essere d’aiuto per contenere l’umido.

Questa necessità deriva dal fatto che ogni anno si buttano circa 100 miliardi di sacchetti di plastica e gran parte di questi finiscono in mare o, ancora peggio, sulle coste.

Da noi i sacchetti non compostabili non sono più i benvenuti da anni…
Abbracciare questa nuova regola non può che aiutarci a limitare ancora di più i danni e fare bene ai nostri mari.

Quello che lascia perplessi è il divieto di riutilizzare questi sacchetti bio che ormai dobbiamo acquistare.
Sembra che siano legate a questi delle questioni igieniche e non è consentito riutilizzarli per lo stesso scopo per i quali li abbiamo acquistati: strano, no?

Però è una regola…
Così come il tentativo – poco saggio, secondo noi, – di prezzare i prodotti sfusi senza utilizzare alcun sacchetto!
Ad esempio, c’è chi ha iniziato a comprare 5 mandarini sfusi, prezzandoli 5 volte, ma ignorando che ogni volta che un prodotto sfuso viene prezzato, viene aggiunto il costo del sacchetto.

Inutile non considerare l’importanza dei produttori di bio plastiche in Italia: ce li invidiano tutti!

Insomma, dal punto di vista dell’idea siamo d’accordo che questa soluzione può aiutarci sotto diversi aspetti.
Dal lato della praticità potremmo condividere qualche consiglio…

In quasi tutti i negozi dove si vendono prodotti per la casa si trovano rotoli di circa 100/150/250 sacchetti bio monouso al costo di circa €16…
Pensate un po’ con meno di 0,06 centesimi avrete almeno 2-3 sacchetti per spesa per circa 6 mesi da portare da casa e da riusare, dopo la spesa, per gettare l’umido.
Non è una buona idea?

Oppure se andate in farmacia non state a chiedere il sacchetto: adesso anche lì sono costretti a farli pagare. Munitevi di una busta di tela da tenere sempre a portata oppure di una bella borsa grande o uno zaino: e non ci sarà nemmeno bisogno del sacchetto!

Unica grande raccomandazione che possiamo farci?
Non siate pigri e non cedete alla tentazione di acquistare solo prodotti già imballati…
Eliminare la plastica dei sacchetti per ritrovarla sotto forma di vaschetta non sarebbe poi questo gran successo!

#sacchettibiodegradabili #amoreperlambiente

Mamma Evelina