Proprio oggi si chiude la IX edizione del SERR 2017: la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.
E anche quest’anno sono tante le città italiane che si sono date da fare.

La SERR è un’idea nata per coinvolgere tutti – aziende, professionisti e cittadini – di tutti i luoghi possibili.
Si tratta di azioni libere e attività di qualsiasi tipo legate al tema dei rifiuti.

Ognuno di noi produce rifiuti, è davvero importante imparare a ridurli.

L’elemento che differenzia la SERR da tante altre iniziative di questo tipo è il modo in cui ogni persona, indipendentemente dal ruolo e dallo stato sociale, può contribuire alla promozione di questa importantissima campagna.
Come, in modo creativo, ognuno di noi possa contribuire a ridurre i rifiuti in prima persona e a comunicare questo messaggio d’azione agli altri.

Sicuramente nei prossimi giorni vi racconteremo le avventure green di questi eroi che hanno partecipato con determinazione e impegno all’edizione di quest’anno – a mio modestissimo parere, una delle più belle di sempre -.

Vi parleremo delle loro avventure e, perché no, di quelle storie che ci hanno appassionato di più.

Oggi però vorrei fare con voi un piccolo decalogo in 8 semplici battute, ma che in pochissime parole racchiude molto di quello in cui io e la mia famiglia crediamo!

Prendiamo spunto – ed esempio – da Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) che ha parlato di queste 8 regole chiave nella sua campagna dedicata proprio alla SERR di quest’anno:

  1. Scegliamo più vetro e meno plastica.
    Utilizziamo più volte la bottiglia di vetro e sfruttiamo l’intelligentissima scoperta del “vuoto a rendere”, ma riduciamo il più possibile l’uso della plastica. Il vetro si lava e si mantiene per molto tempo. La plastica è difficile da conservare e, soprattutto, da smaltire!
  2. Stop agli imballaggi.
    Cerchiamo di non utilizzare più bustine di plastica, alluminio o sacchetti di carta.
    Sarebbe sensazionale se fossero i produttori a preferire materiali riciclabili per i propri imballaggi. O se fosse possibile acquistare i prodotti sfusi o alla spina, invece che sempre barattoli o buste di plastica. Ma partiamo dalle cose più semplici, come le buste della spesa di stoffa da riutilizzare…
  3. Separare bene l’umido.
    Gli avanzi di cibo, comprese buste in carta o bioplastica biodegradabile e compostabile, devono finire nell’organico! Diventeranno compost e il compost fatto in casa ha un grande valore!
  4. Non buttiamo lo smartphone, ricicliamolo!
    Invece di smaltire il telefono in discarica, con una piccola spesa, potremmo evitare di inquinare e disperdere nell’ambiente tonnellate di rifiuti elettronici. Vale per i telefoni come per tutti gli elettrodomestici (RAEE).
  5. Stampare carta, solo se strettamente necessario.
    Qui ci sono grandi miglioramenti, ma non ci dobbiamo accontentare, anzi! Meglio insistere e sfruttare l’immenso mondo digitale che abbiamo a disposizione per motivi buoni.
  1. Meno pile, più ricaricabili!
    Abbandoniamo le pila usa e getta e cerchiamo – se proprio non se ne può fare a meno –  quelle ricaricabili. Occhio a dove le buttiamo però! Tutte le pile contengono sostanze pericolose, quindi vanno portate ai centri di raccolta specializzati, non buttate nella spazzatura!
  1. Separare i mozziconi di sigarette dagli altri rifiuti.
    Raccogliamoli separatamente e gettiamoli nella raccolta indifferenziata, sicuramente non gettiamoli a terra!
  1. I cotton fioc non si buttano nel wc!
    Buttare i cotton fioc nel water significa spedirli direttamente in mare e raccattarli poi sulle nostre spiagge. Il 90% della spazzatura raccolta sulle spiagge è sinonimo della nostra pessima gestione dei rifiuti.

 

Papà Bricolino